La benedizione è un’invocazione della grazia e del favore di una o più divinità su qualcuno o qualcosa. Per estensione, è un’invocazione di bene per qualcuno o qualcosa – è questo che riporta Wikipedia.

Elargire benedizioni serve ad attivare una particolare energia su una persona che ci sta a cuore oppure no, sul proprio lavoro, su ogni bene materiale e spirituale che possediamo. La benedizione protegge, cura e rafforza.

“E ‘un’invocazione graziosa in cui il cuore umano supplica con il cuore divino.”
“Quando una benedizione viene invocata, si apre una finestra nel tempo eterno “
(John O’Donohue)

Nelle Costellazioni la benedizione viene dall’alto e va verso il basso. Ci viene impartita da qualcuno che sta sopra di noi. Ricevere benedizioni dai propri genitori o dai propri antenati fa sì che la nostra vita sia facilitata. Avere la loro benedizione significa dire sì alla vita: la protegge, la moltiplica, l’accompagna.

La benedizione e la pienezza fluiscono attraverso di noi che la riceviamo, e va verso il partner, i figli…

La Benedizione ha il compito di rimuovere i blocchi energetici che provocano disturbi generali e una particolare difficoltà a vivere.

Il contrario della benedizione è la maledizione dove, attraverso di essa, si augura del male a qualcuno, talvolta augurandogli perfino la morte. Purtroppo, anche in questo caso, non è rivolta solo al singolo, col quale c’è un conflitto o del risentimento, ma anche verso i figli.
Bisogna riconciliarsi. Per esempio, si deve accettare il torto e pregare l’altro di essere di nuovo benevolo. Ciò si verifica più facilmente se lo si prega di guardare con benevolenza anche i figli augurando loro ogni bene. Dunque, che li benedica.

Purtroppo capita di augurare del male a qualcuno, oppure di rifiutarci di augurargli veramente del bene. Ciò si manifesta anche in piccole cose, ma pur sempre facendo obiezione contro qualcosa che l’altro desidera o che vuole fare a modo suo. Attraverso l’obiezione teniamo legata a noi la persona, anziché lasciarla libera di vivere la sua vita e la sua pienezza.

Cosa bisognerebbe fare? Accettare semplicemente quello che c’è nella nostra vita, che ci piaccia o meno, e benedirlo.

Possiamo dire: “Dio benedica tutto il bene che è in te”. Oppure: “Ti benedico e ti lascio andare”.

Affermare tale frase anche per pochi minuti, farà in modo di neutralizzare i pensieri e i sentimenti distruttivi.

Possiamo anche allenarci a diventare autentiche benedizioni. Durante la giornata, possiamo benedire chiunque incontriamo per strada, i colleghi, gli amici, i figli o le figlie e i familiari… E a fine giornata possiamo chiederci: “Sono stato o stata una benedizione?”. È così che, giorno dopo giorno, ci sentiamo sempre più benedetti e diventiamo un’autentica benedizione per gli altri.

Ovviamente, la Benedizione non giustifica né scusa in alcun modo le atrocità o gli abusi che vengono perpetrati e infliggono sofferenza. Benedire non significa approvare certi comportamenti che causano dolore. Lo scopo è piuttosto quello di liberarci dalle nostre esperienze dolorose e di rinnovarci.

Claudia Mengoli

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