A cosa serve quel sasso che s’intravede nella foto? Ebbene tutto serve, anche tu se esisti! Se quel sasso non servisse, anche le stelle potrebbero non servire.

La foto l’ho scattata nel mio ultimo viaggio a Miami. Sono una persona curiosa, che ama conoscere e visitare luoghi lontani e diversi da quello in cui abito. Ho appositamente scelto questa foto perché spesso ci capita di trascurare dei particolari che sono davanti ai nostri occhi. Non lo facciamo apposta, il fatto è che non li mettiamo in primo piano come facciamo con altro.

Solitamente siamo attratti da ciò cui siamo abituati.

Anzitutto va detto che la realtà fuori la percepiamo secondo le nostre rappresentazioni interiori: immagini o filmati che conserviamo nella nostra mente inconscia, che è una specie di computer con dei programmi. Così, agiamo secondo degli input che giungono dal profondo, dopo aver ricevuto certi stimoli dall’esterno. Inoltre, non agiamo tutti allo stesso modo con la stessa sollecitazione.

Pure gli scienziati hanno appurato che agiamo per il 90% attraverso l’inconscio.

Attraverso i nostri programmi, agiamo per automatismi. Ci serve per non dover imparare tutti i giorni le stesse cose. Per esempio, una volta che abbiamo imparato ad andare in auto, non dobbiamo ripetere le guide e l’esame, quindi ci avvantaggia! Ma non tutti i programmi che sono nella mente inconscia sono funzionali.

Tutto dipende da come abbiamo elaborato le nostre esperienze.

Possiamo essere attratti da qualcosa, ma allo stesso tempo possiamo respingerlo per via di certe memorie… Possiamo avere un sasso o un vaso di fiori davanti agli occhi, ma allo stesso tempo possiamo non vederli, poiché l’attenzione è su altro. Quante volte ti è capitato che avevi davanti qualcuno, ma guardavi solo il tuo fidanzato o fidanzata che stava giungendo verso di te?

Quindi, sarai d’accordo con me che possono sfuggirci dei particolari, che possono anche esserci utili! A volte ci permettono di modificare un nostro comportamento oppure di trovare una soluzione a un problema.

Quindi, percepiamo il mondo esterno secondo l’esperienza che abbiamo fatto personalmente e anche per quello che ci è stato trasmesso dalla famiglia per via ereditaria. Ad ogni modo, si tratta di una conoscenza limitata.

Per uscire dal conosciuto, dobbiamo fare il suo contrario, rischiare di lasciare la zona di confort! Fare esperienze diverse ci permette di andare oltre certi schemi. Inoltre, con una certa esperienza possiamo portare il nostro pensiero ad un livello più alto, in modo da osservare con più distacco. Di conseguenza non siamo influenzati dalla nostra personale esperienza e possiamo espanderci verso altri pensieri.

Possediamo una conoscenza che spesso sottovalutiamo, quella dell’anima.

Ebbene, su quel sasso mi ci sono seduta sopra, poi l’ho voluto fotografare. Solo dopo il mio compagno di viaggio mi ha detto che in quella zona vi erano stati i Tequesta, un’antica civiltà indiana. Lo avevo letto in un cartello che io invece avevo ignorato. Però ero passata in una specie di cerchio segnato a terra ed ero andata a sedermi su quel sasso, quasi mi fosse familiare. Per me non era uno dei tanti.

In un esercizio che si chiama “Soul Gazing” (sguardo all’anima), al seminario condotto da Brian Weiss, noto psichiatra americano, mi ero sentita dire che ero stata un’indiana in passata vita. Forse ero già stata lì.

Quindi, non vi è nulla che non abbia senso nella nostra vita.

A volte possiamo essere attratti da un particolare luogo perché ci siamo già stati… Oppure possiamo provare una simpatia istantanea per qualcuno, senza averlo visto prima. Tu sei sicuro che vi sia davvero qualcosa d’insignificante nella tua vita? E’ probabile che quello che ritieni di poco valore, al contrario, ne abbia tanto.

Claudia Mengoli – Coach & Healing – Trasforma la tua vita!

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